Vini Toscana

VINI TOSCANA

Brunello-Biondi-Santi-Montagnana
Biondi Santi Tenuta il Greppo Toscana

 

IL PRESTIGIO MONDIALE E LA NOTORIETA’ COMMERCIALE DEL BRUNELLO BIONDI SANTI
I più importanti e comunque più significativi riconoscimenti di prestigio dei vini e del Brunello del Greppo cominciano con il diploma conseguito da Clemente Santi all’Esposition Universelle de Paris del 1867 con il suo Moscadello.

E’ soltanto nell’Esposizione Agraria di Montepulciano del 1869 che viene fatta menzione e viene premiato per “un vino rosso scelto (brunello) del 1865“: tale data probabilmente segna la nascita di un così longevo prodotto, che vedrà poi la sua consacrazione nelle due storiche Riserve del 1888 e 1891.

Al Concorso Agrario Regionale di Siena del 1887 viene premiato il nipote Ferruccio Biondi Santi per il suo “vino fino rosso” del 1884 ed un “vino fino rosso” del 1883. Nella relazione del 1932 la Commissione Interministeriale del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste per la Delimitazione del Territorio del Vino Chianti, riconosce il Brunello come ” una creazione recente del dott. Ferruccio Biondi Santi di Montalcino”.
A Roma, nel 1925 è la volta del figlio Tancredi Biondi Santi che ottiene una medaglia d’oro per la sua grande “abilità enotecnica”.
Nel libro “Vino al Vino” Mario Soldati, riferendosi al “segreto” della Ricolmatura del Brunello fatta al Greppo nella primavera del 1970, scrisse: “sono caduto in ginocchio come davanti ad un piccolo miracolo”.

La grande abilità enotecnica di Tancredi spinge altri produttori in tutta la Penisola a chiedergli consulenze; tra gli altri, Alberico Boncompagni Ludovisi, Principe di Venosa il quale dopo aver assaggiato il Brunello Biondi Santi 1946 scrive in una lettera inviata a Tancredi nel 1966: “Gentilissimo Dottore, ho pensato molto a Lei, quando poco fa ho assaggiato il Suo famoso vino ‘Brunello’ (del 1946) – prima d’ora non l’avevo mai assaggiato –

Desidero anche dirLe d’aver trovato il Suo vino di una qualità superiore e tale da farlo considerare uno dei grandi vini italiani – quasi l’unico?! – che vorrei definire, a modo mio, un rosso maestoso, severo, maschio, medioevale, un “primitivo senese” per farne paragone con l’arte di quella fatta e della stessa nativa parte d’Italia! Rallegramenti di tutto cuore, quindi, per l’opera Sua maestra e la preziosa proprietà e l’augurio che la passione per il nobilissimo Suo vino continui a discendere “per li rami” senza fine!” Di Franco Biondi Santi e del Brunello del Greppo se ne parla ampiamente nell’articolo “The Renaissance Lives On In Tuscany” (Il Rinascimento sopravvive in Toscana) di Luis Marden della rivista National Geographic del novembre 1974.


Franco Biondi Santi con il Presidente
della Repubblica Francesco Cossiga

In occasione dei festeggiamenti per il “Centenario” del Brunello Biondi Santi 1888, Franco, fu ricevuto insieme al figlio Jacopo ed al sindaco di Montalcino Mario Bindi in udienza privata dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, al quale donò una bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva 1888.

Ed ancora l’incantamento dei 16 più autorevoli critici enologici di tutto il mondo (Wine, Vinum, Vinotheque, Wine Enthusiast, Decanter e gli italiani Gambero Rosso, Civiltà del Bere e Luigi Veronelli) alla storica degustazione verticale del 28 settembre 1994, quando Franco Biondi Santi decise che era giunto il momento di far sentire ai grandi “mass-media” del vino che cosa è il Brunello del Greppo, che cosa rappresenta per Montalcino e quale è la sua tipicità tradizionale che si ripete decennio dopo decennio, e fece una Verticale delle Riserve: 1888, 1891, 1925, 1945, 1955, 1964, 1968, 1970, 1971, 1975, 1981, 1983, 1985, 1987, 1988.

In quella occasione Nicholas Belfrage, in quegl’anni giornalista di spicco di Decanter, assegnò 10/10 al 1881 decretandolo, nonostante i suoi 103 anni, il miglior vino in assoluto.
Ma, di sicuro, l’attestato più prestigioso di questi ultimi anni è quello del “Wine Spectator”, che ha inserito il Brunello di Montalcino Biondi Santi del Greppo Riserva 1955 nei migliori 12 vini prodotti del XX secolo al mondo, unico italiano (“Dove sarebbe l’Italia senza i grandi vecchi vini di Biondi Santi?” è il titolo dell’articolo di James Suckling sulla prestigiosa rivista).

I 12 migliori vini al mondo del XX secolo di questa selezione sono: Chateau Margaux 1900, Chateau Petrus 1961, Quinta do Naval Vintage Port Nacional 1931, Inglenook Cabernet Sauvignon Napa Valley 1941, Domaine de la Romanée-Conti Romanèe-Conti 1937, Brunello di Montalcino Biondi Santi Riserva 1955, Penfolds Grange Hermitage 1955, Chateau d’Yquem 1921, Heitz Cabernet Napa Valley Martha’s Vineyard 1974, Chateau Mouton Rothschild 1945, Paul Jaboulet Ainè Hermitage La Chapelle 1961, Chateau Cheval Blanc 1947.

Il 2011 si conclude con un nuovo riconoscimento molto importante per
la famiglia. Il Brunello di Montalcino Biondi Santi 1964 Riserva viene selezionato da Bibenda 2012 come vino simbolo dell’Italia e dei 150 anni dell’Italia Unita, anche quale riconoscimento dell’italianità della famiglia: Tullio Santi, fratello di Clemente, fu il primo Sindaco di Montalcino dopo l’Unità d’Italia, il di lui Ferruccio Biondi Santi partecipò (diciassettenne) con i Volontari Toscani alla terza guerra d’indipendenza contro l’Impero austriaco nella campagna del Trentino con Garibaldi del 1866.

Un vino importante che deve tale riconoscimento alla sua longevità e alle caratteristiche che rispecchiano la tradizione e la storia dei suoi antenati. Un grande vino da 100/100.
Lo stesso Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, ha inviato una medaglia di rappresentanza al premio.

 

  • Brunello di Montalcino
    Brunello di Montalcino
    Brunello di Montalcino Biondi Santi
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    Rosso di Montalcino
    Rosso di Montalcino Biondi Santi

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Castello di Montepò JBS (Jacopo Biondi Santi)
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